Il logo non è tutto… ma è un buon punto d’inizio!


Se da un lato è vero che il logo non rappresenta un’azienda, è altrettanto vero che spesso a questo particolare elemento grafico affidiamo il compito di presentarci e lasciare una piccola traccia di noi e della nostra attività nella memoria del cliente.
Del resto, se vi dico “Nike”, subito pensate allo swoosh, il famoso “baffo” che tutti abbiamo visto migliaia di volte; solo in un secondo momento la parola “Nike” vi porta alla mente il concetto di sport, di movimento, la sensazione di energia e potenza.
Ecco quindi che il logo, pur non rappresentando l’azienda nel suo complesso, riveste un ruolo davvero fondamentale nella percezione che il pubblico ha della stessa.

I loghi brutti non esistono

Una volta stabilito che il logo è importante (lo è, giusto?), solitamente - parlo per esperienza - entra in gioco il rapporto “genitore-figlio” che spesso gli imprenditori hanno nei confronti del loro logo. Spesso questo sentimento è giustificato proprio dal fatto che sono stati loro stessi a “concepirlo”, e quindi, quando si propone un cambiamento, la risposta è “Ma non è brutto!”. Bene, chiariamo subito una cosa: per quanto mi riguarda non esistono loghi belli o brutti, esistono loghi che funzionano e loghi che non funzionano.
Cosa deve avere un logo per poter “funzionare”? Basta guardare i big a livello globale: la Nike che citavo prima, la Apple, la Mercedes, la Samsung, l’elenco potrebbe essere veramente lungo. Vi propongo un piccolo gioco: chiudete per un attimo gli occhi e immaginatevi i loghi di queste aziende in bianco e nero… probabilmente li avrete già visualizzati, nella loro semplicità e chiarezza. Pensate che i vostri clienti possano fare altrettanto con il vostro?
Un logo funziona quando è facilmente memorizzabile, riproducibile, quando - anche se originariamente a colori - non dà alcun problema di leggibilità portandolo ad un colore o in bianco e nero. Un logo funziona quando è ben proporzionato e non ci sono scritte o altri elementi che diventano illeggibili al diminuire delle dimensioni.

Loghi famosi
Alcuni loghi famosi a livello globale. Semplici e chiari.

Il meno è il più

“Complicare è facile, semplificare è difficile. Per complicare basta aggiungere, tutto quello che si vuole: colori, forme, azioni, decorazioni, personaggi, ambienti pieni di cose. Tutti sono capaci di complicare. Pochi sono capaci di semplificare. Per semplificare bisogna togliere, e per togliere bisogna sapere cosa togliere.”

Less is more è un famoso motto dell’architetto Ludwig Mies van der Rohe, il meno è il più, e mai come in un logo questa affermazione è vera. Molte volte nel logo si vorrebbe mettere il catalogo aziendale, chi fa scarpe ti chiede di mettere una scarpa, uno stivale (perché lui fa anche stivali, e magari se mette solo la scarpa non si capisce), una scarpa da donna, magari una con tacco alto e una con tacco più basso… e così via.
Un logo però, per essere efficace ha bisogno necessariamente di essere anche semplice e allora, più che aggiungere, bisogna saper togliere. Bruno Munari diceva: “Complicare è facile, semplificare è difficile. Per complicare basta aggiungere, tutto quello che si vuole: colori, forme, azioni, decorazioni, personaggi, ambienti pieni di cose. Tutti sono capaci di complicare. Pochi sono capaci di semplificare. Per semplificare bisogna togliere, e per togliere bisogna sapere cosa togliere.”.

Loghi famosi in bianco e nero
I grandi marchi sono spesso semplici. Per questo sono perfettamente riconoscibili anche in bianco e nero.

Restyling

I restyling ben fatti non devono stravolgere un logo o un marchio, ma adattarlo al presente.

Ma se un’azienda ha già un logo, magari anche conosciuto (almeno nella cerchia dei suoi clienti), come può fare?
Un’operazione di restyling potrebbe essere la strada più corretta: in questo caso un professionista può capire quali sono gli elementi del logo da valorizzare, e quali da eliminare, ottenendo un risultato che sia al tempo stesso innovativo ma continuativo del passato. I restyling ben fatti non devono stravolgere un logo o un marchio, ma adattarlo alle esigenze - a volte ai gusti - del presente.

Vecchio logo Agifar Brescia

Nuovo logo Agifar Brescia
In alto il vecchio logo di Agifar Brescia. Sotto il logo dopo l'intervento di restyling (Matteo Cristini, 2016).

E voi?

Le vostre aziende come sono messe con il logo? Non sto chiedendo se piace a voi, ma se ha le caratteristiche di cui vi ho parlato.
Se volete possiamo parlarne a quattrocchi, e scoprire insieme le potenzialità nascoste del vostro logo.